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Uccisa con un pugno, confermati 30 anni per il killer

Nel febbraio 2011 Cristian Vasile Lepsa colpì al volto la 25enne fidanzata, Elena Catalina Tanasa, morta dopo alcuni giorni di coma

La vittima e il carnefice
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06/dicembre/2012 - h. 14.38

RIMINI - Nessuno sconto per Cristian Vasile Lepsa. Così come lui non ne ha avuti per Elena Catalina Tanasa, una ragazza rumena di 25 anni con la quale si era fidanzato. Rumeno di 36 anni, ex militare, Lepsa quella notte del 25 febbraio 2011, in preda a un raptus di gelosia, ha colpito al volto la propria compagna con un violentissimo pugno risultato poi fatale. Il tutto nell’appartamento di un’amica di lei in via Laurentini, dove Elena si era rifugiata per sfuggire al suo carnefice. Lui invece l’ha trovata, l’ha colpita mandandola in rianimazione per qualche giorno, ma da quel coma profondo lei non si è più ripresa.

La Corte d’Appello di Bologna ieri ha confermato la condanna di rito abbreviato in primo grado a trent’anni di reclusione più tre di libertà vigilata dopo la pena e 60mila euro di provvisionale ai genitori della vittima. Una sentenza che il gup Stefania Di Rienzo aveva emesso nell’aprile scorso, quando il rumeno era ancora assistito dagli avvocati Veniero Accreman e Gordana Pasini Kozlovacki, mentre in secondo grado la difesa è passata a un legale del foro di Bologna. Trent’anni per omicidio volontario, senza alcuno sconto, era la pena chiesta sempre in primo grado dal sostituto procuratore Davide Ercolani, che aveva escluso l’omicidio preterintenzionale introducendo il concetto di “dolo eventuale”, ossia che Vasile non potesse non tenere conto e non immaginare quali sarebbero state le drammatiche conseguenze del violentissimo pugno sferrato dal suo fisico così atletico, muscoloso e imponente.

“E’ stata confermata in pieno la tesi della Procura condivisa anche dalle parti civili, avevamo caldeggiato la conferma dell’impianto accusatorio del primo grado” commenta soddisfatto l’avvocato Moreno Maresi, che insieme col collega Mattia Lancini assiste i genitori di Elena, costituitisi parte civile. La coppia nel marzo scorso aveva avanzato una maxi richiesta di risarcimento per il danno subìto, pari a 2 milioni di euro.