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Smog: Romagna inquinata ma la Regione la premia

Dossier Legambiente evidenzia le criticità dei tre comuni capoluogo mentre da Bologna arrivano soldi per sottolinearne la "virtuosità"

Inquinamento: male le città romagnole
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17/gennaio/2013 - h. 15.17

ROMAGNA - Tra le città più inquinate d'Italia ci sono Rimini, Ravenna e Forlì. Lo certifica un'inchiesta di Legambiente (Mal'Aria 2012) che relaziona sulla qualità dell'aria dei capoluoghi italiani. Eppure potrebbero ricevere un "premio" di diecimila euro dalla Regione per aver applicato l'Accordo regionale sulla qualità dell'aria.

Come già scritto la scorsa settimana, il numero degli sforamenti lo scorso anno è stato di gran lunga superiore alla norma, che ne prevede massimo 35 ogni anno, come già anticipato da Romagnanoi la scorsa settimana. Certo, i picchi di Alessandria - la città peggiore da questo punto di vista - sono ancora piuttosto lontani: nel capoluogo piemontese sono stati registrati 123 valori fuori legge. Un giorno sì e due no. Rimini (88) è al 14esimo posto, Ravenna (66) al 24esimo, Forlì (52) è 36esima.

La relazione di Legambiente arriva due giorni dopo il cambio di rotta forlivese: la giunta comunale ha deciso di intraprendere un percorso diverso rispetto a quello dei blocchi del traffico del giovedì. Quello di ieri è stato cancellato e domenica non ci sarà nessuna limitazione. L'intenzione è quella di agire in modo strutturale sull'inquinamento, prendendo atto che la strada finora percorsa non ha funzionato, come evidenziano i dati. Relativamente alle 95 città monitorate da Legambiente, del resto, ben il 54 per cento ha superato gli sforamenti consentiti nell'anno appenna concluso.

Nel frattempo la Regione sembra continuare per la sua strada. Una nota evidenzia come, nonostante i tanti sforamenti, i tre capoluoghi romagnoli siano tra i 14 "più virtuosi nell'applicare l'Accordo sulla qualità dell'aria". Ecco l'elenco dei Comuni ligi all'accordo secondo viale Aldo Moro: Bologna, Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Forlimpopoli, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini. Tutti i capoluoghi, però, non solo quelli romagnoli, sono tra i più inquinati d'Italia secondo Legambiente. Parma è addirittura al quarto posto italiano con 115 sforamenti. Non conta: per la Regione meritano un premio.

Proprio così: la giunta regionale ha deciso di "premiare" le città più meritevoli con 140mila euro, in particolare quelli che hanno promosso le "domeniche ecologiche". La cifra massima erogabile è di diecimila euro a municipio e intende promuovere l'opera di sensibilizzazione portata avanti. Spiega l'assessore all'Ambiente Sabina Freda “Sappiamo che in tutta la Regione i valori di Pm10 nell’aria sono particolarmente critici: perché in futuro sia possibile una svolta è necessaria l’attenzione e la collaborazione di tutti, istituzioni e cittadini". Insomma, dall'Accordo non si torna indietro. Anche se non sembra funzionare granché.

Che si può fare altrimenti? Vale la pena tornare al dossier di Legambiente che spiega le azioni suggerite alle istituzioni. Tra quelle realizzabili subito il “limite a 30 chilometri orari per la viabilità non principale", individuare “una serie di obiettivi concreti e verificabili", chiudere l'ingresso delle strade scolastiche alle auto a favore di progetti di mobilità sostenibile. Il target sul medio periodo dovrebbe arrivare ad un sessanta per cento di mobilità sostenibile (equamente ripartito tra bici, pedoni e trasporto pubblico), passando da piani di sicurezza e ridefinizione della rete urbana. Legambiente suggerisce di usare il metodo della tariffazione della sosta per decongestionare le zone più trafficate. Non semplici blocchi del traffico, dunque, ma interventi strutturali. Quelli che potrebbe scegliere di imboccare Forlì.

Alessandro Montanari

Scarica il report integrale di Legambiente