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Lotta alla prostituzione, altre tre mesi d'ordinanza

Provvedimento firmato dal sindaco Pironi identico al precedente: multa da 516 euro ai trasgressori

Lotta alla prostituzione, altre tre mesi d'ordinanza
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01/marzo/2013 - h. 16.09

RICCIONE - Il sindaco Massimo Pironi ha firmato oggi la nuova dell’Ordinanza contingibile e urgente n.15/2013 avente ad oggetto la prevenzione e il contrasto di “gravi pericoli per comportamenti connessi all’esercizio della prostituzione sulla pubblica via”. Il testo dell’Ordinanza è lo stesso dell’ordinanza precedente, scaduta il 31 gennaio scorso, e colpisce allo stesso modo i comportamenti di clienti e prostitute - oovero i cenni di richiamo e adescamento, l’abbigliamento indecente, le manovre alla guida di automobili che possano recare intralcio o pericolo alla circolazione - con un apparato di motivazioni giuridiche meno facili da aggirare in fase di ricorso.

Come la precedente, dunque, l’ordinanza n.15/2013 - che entra immediatamente in vigore e rimarrà valida fino al 31 maggio 2013 - viene giustificata da “esigenze di sicurezza pubblica finalizzate alla prevenzione di fenomeni, anche di rilevanza penale, e della commissione di reati correlati nonché della reiterazione di episodi di grave intolleranza già manifestatisi con degenerazione in fatti violenti nelle aree di seguito specificate: via Torino, Via Milano, via D’Annunzio fino al confine con il territorio comunale di Rimini e le strade ad esse adiacenti; la ex S.S. n. 16 Adriatica nel tratto compreso tra il confine con il territorio comunale di Rimini e il Comune di Misano Adriatico e le strade adiacenti".

La sanzione rimane fissata 516 euro e punisce i "comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione".

Costituiscono violazione anche "lo stazionamento o l’appostamento della persona, l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi e con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione". E’ inoltre vietato “richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere tali comportamenti (le prostitute, ndr)”, “concordare prestazioni sessuali a pagamento e, alla guida di veicoli, eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale”.

"Pur essendo uno strumento imperfetto sotto diversi aspetti - commenta Pironi - e da reiterare di volta in volta (per conservare il carattere di strumento contingibile e urgente, ndr), l’ordinanza funziona come un buon deterrente della prostituzione e del suo indotto di cattivi comportamenti. Continueremo a riproporla, in accordo con la Prefettura, con tutti i miglioramenti e gli accorgimenti che possano migliorarla e renderla più efficace nella lotta alla prostituzione”.