San Marino

"Anche gli italiani ci paghino le multe"

Chiesto al Governo di sospendere la riscossione fino a quando non sarà ristabilita la reciprocità tra i due Paesi

"Anche gli italiani ci paghino le multe"
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21/maggio/2013 - h. 08.25

SAN MARINO - Il sammarinese che viene beccato in Italia in un’infrazione del codice stradale, paga la multa, “anche a distanza di anni”. Ma il contrario non avviene. Le forze dell’ordine biancazzurre, infatti, ratificano le contravvenzioni, mentre “agli stranieri multati a San Marino non viene nemmeno richiesto di assolvere i propri obblighi”. Non solo. Anche la contestazione immediata “avviene in maniera più svantaggiosa per gli automobilisti sammarinesi”. Le forze dell’ordine italiane, qualora il conducente non abbia la somma da pagare disponibile in contanti, procedono con il fermo amministrativo del veicolo, mentre da parte sammarinese ci si limita a trattenere la patente, consentendo però il rientro a casa con altri guidatori. Ivan Foschi di Sinistra unita non ci sta e deposita un’interpellanza in cui chiede al Governo di darsi da fare. 

Da parte sammarinese, sottolinea, “si rinuncia a priori a chiedere alle autorità italiane la riscossione delle contravvenzioni e, di conseguenza, il servizio di esazione forzata non viene mai attivato”. Questa “divergenza procedurale” è “lesiva delle prerogative della Pubblica Amministrazione oltrechè poco dignitosa della nostra dimensione statuale”, stigmatizza Foschi chiedendo “se è intenzione del Governo continuare a eseguire unilateralmente un servizio che porta giovamento esclusivamente alle autorità della Repubblica Italiana”. O “se non sia più opportuno fare in modo di sospendere la riscossione delle sanzioni in questione fino a quando non verranno ripristinate condizioni di reciprocità nel rispetto della pari dignità tra i due Stati”. Secondo una sentenza della Corte Costituzionale italiana una contravvenzione si intende notificata “non quando è materialmente consegnata nelle mani dell’interessato, bensì quando giunge all’Ufficio Postale del Comune di residenza”. Così “pare che l’Amministrazione sammarinese abbia applicato questo criterio intendendo notificate le multe italiane nel momento in cui giungono al Tribunale unico anziché nelle mani del trasgressore, creando non pochi problemi poiché, decorso un anno dall’infrazione, senza che venga effettuata la notifica al diretto interessato, si avrebbe diritto all’archiviazione”. 

Che “in questo modo viene seriamente pregiudicato e che non pare compatibile con quanto previsto dalla Convenzione del 1939”. Foschi si chiede se questo principio sia tuttora applicato a San Marino e “cosa intende fare il governo per tutelare al meglio i diritti dei cittadini, facendo valere il rispetto della sovranità territoriale sammarinese”. Da ultimo si informa sulle conseguenze dell’odg approvato all’unanimità in commissione Affari esteri il 13 luglio del 2010 che invitava l’esecutivo a “individuare le misure più opportune affinché sia assicurata la piena reciprocità tra Italia e San Marino. E’ stato attuato o è caduto nel dimenticatoio?”