San Marino

“Fame di denaro”, tema di un Festival

Iniziativa quanto mai attuale dell’Università. Finanza, il Titano conservi almeno in parte le sue caratteristiche”

“Fame di denaro”, tema di un Festival
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03/ottobre/2014 - h. 11.30

SAN MARINO - "Il denaro, motore della storia?”: è questa la domanda al centro del FestivalStoria 2014, una importante manifestazione diretta dal docente dell’Università di Torino Angelo d’Orsi che quest’anno nella sua nona edizione approda a San Marino grazie al sostegno dell’ateneo del Titano e della Segreteria di Stato Istruzione e Cultura. Soldi, ruolo del denaro nella storia e nell’attualità, dai faraoni egizi ai banchieri fiorentini e ai mercanti olandesi, fino a “spregiudicati finanzieri e mafiosi dei nostri giorni”, dalle dracme e i sesterzi “fino all’euro e alla sua difficile sopravvivenza”: di tutto questo si discuterà dal 14 al 18 ottobre a San Marino con decine di ospiti di alta levatura nazionale e non solo. Ne abbiamo parlato con l’ideatore e direttore. Professore, in queste settimane San Marino è al centro di una tempesta giudiziaria, con ripercussioni nell’opinione pubblica, per oscure storie bancarie e finanziarie intrecciate alla politica. In questo clima si svolgerà sul Titano il Festival sul denaro: per caso da parte degli organizzatori vuole essere una provocazione? “E’ una domanda capziosa... Posso avvalermi della facoltà di non rispondere?”. Concesso: sta di fatto che il tema dei soldi oggi è bruciante da queste parti... “La verità - riprende il professor d’Orsi - è che io avevo pensato al tema ancor prima di «approdare» sul Titano. Ma ammetto che, una volta conclusa positivamente la trattativa con l’Università di San Marino, mi è sembrato che l’argomento scelto fosse un po’ come... il cacio sui maccheroni.

Un tema adatto alla realtà di questo territorio.
Fra l’altro in uno dei momenti del Festival proietteremo una galleria di foto che un fotografo spagnolo sta scattando in questi giorni a San Marino, sul tema delle banche e delle intermediazioni finanziarie. Quindi, posso dire che una sorta di mano invisibile ha fatto sì che le due cose coincidessero”. San Marino è tradizionalmente l’antica terra della libertà, inoltre un territorio vocato agli scambi, soprattutto negli ultimi decenni, bancari e finanziari. Qual è il confine che va stabilito tra la libertà e le regole di finanza e di scambio? “Oggi la tendenza generale in atto è quella di una iper-regolamentazione. Si assiste a un pan-penalismo nella politica internazionale tale per cui è persino giusto che ci sia qualche resistenza. E’ normale che ci siano resistenze alla tendenza iper-regolatrice, anche se questo non giustifica affatto il favorire paradisi fiscali o elusione fiscale, non parliamo poi dell’evasione che è assolutamente fuori discussione. Quindi io caldeggio il fatto che la Repubblica di San Marino - anche in virtù della sua lunga storia e tradizione di libertà - conservi almeno in parte le sue caratteristiche. Senza alzare la bandiera della libertà come sottrazione al fisco, ripeto una cosa assolutamente fuori discussione. Ma mi auguro che San Marino conservi le sue caratteristiche”. Uno dei vostri relatori, Stefano Zamagni, ha interpretato la crisi mondiale sostenendo che la sua radice sia stata una esplosione di avidità di denaro. Sarà uno dei temi del Festival sammarinese? “Il professor Zamagni parte nella sua analisi da un punto di vista della morale cattolica. Del tema si parlerà proprio in questo senso, mettendo al centro la parola avarizia, che in senso letterale vuol dire avidità. Questa prospettiva di analisi sull’origine della crisi finanziaria globale, io la condivido solo in parte ma è molto interessante. D’altra parte il nostro criterio guida nella scelta dei relatori è assolutamente la competenza, anche se su certi aspetti possiamo non essere completamente d’accordo”.