San Marino

Finto agente truffa portiere dilettante

Il papà di Elia Benedettini ha versato 3.500 euro dietro la possibilità di vedere il proprio figlio parare in Spagna

Finto agente truffa portiere dilettante
| Altro
N. Commenti 0

01/dicembre/2015 - h. 12.33

Davanti alla possibilità di aiutare il proprio figlio a realizzare il sogno di una vita - sfondare nel calcio professionistico - il papà di questo 20enne portiere non ha esitato a sborsare i 3.500 euro richiestigli da un fantomatico procuratore che avrebbe dovuto piazzare il ragazzo in una squadra spagnola di Segunda Divisiòn B (l’equivalente della nostra LegaPro). Peccato, però, che quella promessa si sia rivelata nel giro di poco una bufala colossale, costringendo il padre del giovane calciatore a recarsi in questura per sporgere denuncia per truffa.

Il calciatore in questione è Elia Benedettini, 20enne portiere, scuola Cesena, in forza alla Pianese (Serie D girone E), riserva di Aldo Simoncini nella nazionale maggiore sammarinese, con la quale ha esordito il 27 marzo 2015 a Lubiana nella sfida valida per le qualificazioni europee a Francia 2016 contro la Slovenia (gara persa 6-0).

Così racconta il fatto il padre del giovane portiere, Roberto Benedettini,  in un’intervista rilasciata a ‘La Voce di Romagna’.

Benedettini, è stato molto furbo il fantomatico procuratore o un po’ troppo sprovveduto lei a fidarsi?

“Direi la prima. Le assicuro che quel signore era preparatissimo, conosceva tutte le norme, tutte le squadre e tutti i giocatori. Mi ha spiegato curare il mercato spagnolo per conto di un grossa agenzia di procuratori. Inoltre, me lo ha presentato un amico che lavora in Figc, anche lui raggirato da questo pseudo agente, e questa per me era un’ulteriore garanzia di serietà”.

Quando ha iniziato a sentire puzza di bruciato?

“Quando la sera prima di partire per la Spagna, quest’imbroglione mi ha chiamato dicendo che il viaggio in Catalogna era annullato perché su mio figlio si era mosso il Carpi. A quel punto ho chiesto al mio amico di verificare direttamente col direttore sportivo del club emiliano se il loro interessamento era reale. Quando mi ha detto che così non era, ho avuto la conferma di quel che già avevo iniziato a sospettare”.

A quel punto?

“Ho preso il telefono e l’ho chiamato per avvertirlo che l’avevo smascherato e che non l’avrebbe fatta franca. Lui ha farfugliato qualcosa e poi è sparito”.

Suo figlio come l’ha presa?

“All’inizio male. Aveva già avvisato gli amici che sarebbe andato a giocare in Spagna, era carico ed eccitato, com’è giusto che sia alla sua età, per quell’avventura all’estero con una squadra professionistica. Per Elia sarebbe stata un’occasione di crescita sotto tutti i punti di vista, ma sono certo che ne avrà altre, perché è un bravo portiere e un ragazzo con la testa sulle spalle. La delusione ormai è superata”.

Vuole lanciare un messaggio? 

“Sì, vorrei dire ai genitori dei giovani calciatori, e di riflesso ai ragazzi, che non è tutto oro quello che luccica. Purtroppo, soprattutto nel mondo del calcio, ci sono tante persone pronte a speculare su giovani in cerca della grande occasione. Questa volta è toccato a noi, ma sarebbe potuto capitare a chiunque, ecco perché bisogna tenere gli occhi ben aperti”.

Sul fatto e su come è stato riportato dai media, oggi arriva un comunicato di precisazionei da parte dell’avvocato dei Benedettini, Stefano Pagliai.

“Ci troviamo costretti, nostro malgrado, ad intervenire con riferimento alla vicenda che ampio risalto ha avuto sui mezzi di informazione sulla truffa perpetrata ai danni del portiere della Nazionale sammarinese Elia Benedettini per sgombrare il campo da sgradevoli quanto infondate illazioni riportate da alcuni organi di stampa. La cifra corrisposta al sedicente procuratore sportivo da parte del sig. Roberto Benedettini non era finalizzata in alcun modo a "facilitare" l'ingaggio nella squadra spagnola dell'Esportivo Lleida bensì a coprire le spese di istruzione della pratica e di viaggio necessari per organizzare la trasferta. Questa almeno fu la giustificazione presentata a fondamento della richiesta economica.

A fronte di ulteriori richieste economiche per organizzare lo spostamento e procedere alla firma del contratto che sarebbe dovuta avvenire entro la fine del mese di settembre il sig. Benedettini palesò le sue forti perplessità in merito all'effettività della proposta. Fu proprio dinanzi a tali dubbi che il "finto" procuratore prospettò, alzando il tiro, il possibile interessamento del Carpi. Nessun "pagamento", nessuna "tangente" per ottenere l'ingaggio come le indagini hanno già permesso di accertare.

Si è trattato di una truffa bella e buona posta in essere da un  millantatore ai danni di un calciatore che negli ultimi anni si è distinto sia a livello di club che di Nazionale durante le qualificazioni a Euro 2016, ricevendo proprio quest'anno il premio per il miglior giovane calciatore dell'anno dalla Federazione sammarinese.

Ben si comprende come le letture tendenziose e maliziose della vicenda siano favorite dal diffuso malcostume che troppo spesso emerge nel mondo del calcio. Attribuire, tuttavia, proprio a chi ha trovato il coraggio di denunciare un tale episodio, le sgradevoli etichette lette in queste ore non pare che possa favorire quell'opera di purificazione del calcio che viene troppo spesso invocata ma forse troppo poco praticata.  

Avv. Stefano Pagliai”