Rimini

Da Miss Italia a Miss... Evasione Fiscale

La 27enne Savriti Ciavattini, aspirante reginetta, e la madre indagate per aver nascosto un imponibile di 12 milioni

Da Miss Italia a Miss... Evasione Fiscale

Savriti Ciavattini

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26/maggio/2016 - h. 11.01

Da Miss Modella Domani per i giurati di Miss Italia 2007 sul palco di Salsomaggiore a Miss... Iva evasa per milioni di euro per la Guardia di Finanza e la Procura di Rimini 2016: la parabola di successo della 27enne Savriti Ciavattini rimbalza in meno di due lustri dalle pagine di spettacoli a quelle di cronaca nera. E lo fa dopo un’inchiesta della Guardia di Finanza che ha messo sotto la lente di ingrandimento una società per azioni nel settore della distribuzione automatica (le macchinette con snack, merendine e quant’altro per intenderci) formalmente con sede a San Marino ma nella realtà con stabile organizzazione in Italia.

Il caso scuola dell’esterovestizione insomma, con al centro la S.p.a. di cui la giovane aspirante miss che nove anni fa aveva anche indossato la corona di reginetta di Riccione e la madre risultavano amministratrici di fatto e di diritto. Tutto è partito dal Veneto, da una segnalazione alla Direzione di Rimini dell’Agenzia delle Entrate fatta dalla Guardia di Finanza di Chioggia, che nell’ambito del controllo economico del proprio territorio aveva appunto nutrito fondati sospetti appunto di esterovestizione sia per i dati forniti dall’Anagrafe Tributaria che per le risposte ai questionari inviati ai soggetti economici che avevano intrattenuto rapporti commerciali con l’impresa.

L’Agenzia delle Entrate della nostra città, incrociando tutto, ha ritenuto fondate le irregolarità segnalate e ha emesso l’accertamento trasmettendolo alla Procura. E’ stato quindi il pubblico ministero Luca Bertuzzi ad aprire l’indagine ‘Golden Touch’ e ad affidarla al Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale, che, già dalle prive verifiche, ha scoperto di trovarsi di fronte a un’attività completamente sconosciuta al Fisco del nostro Paese: delle dichiarazione dei redditi e dell’Iva per i cinque anni d’imposta che vanno dal 2009 al 2014 non c’è infatti alcuna traccia, nonostante sia stato calcolato un ammontare complessivo di imponibile per lo stesso periodo di qualcosa come 12 milioni di euro.

Tradotto, ci si trova secondo l’accusa di fronte a un’evasione fiscale di 2,8 milioni (2,3 di Iva e 500.000 di Ires riferita al 2009 e 2010) e ieri mattima, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati delle due donne, è scattato un sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca. I sigilli sono scattati sia nel Riminese che, grazie alla collaborazione della Gendarmeria, anche a San Marino. Sul Titano sono stati bloccati conti correnti correnti e beni mobili riconducibili alle due donne e alla società (due camion della ditta, una Nexus, un’Audi A7, un’Audi A4 e un’Audi A3), nella nostra provincia la villa in cui abitano in via Calastra. All’ombra di Covignano.

Nicola Strazzacapa