San Marino

Teodoro Lonfernini: “Serve maggioranza politica e coesa”

Il Segretario di Stato democristiano bacchetta Alleanza Popolare: “E’ sfuggita dalle responsabilità che si era assunta"

Teodoro Lonfernini: “Serve maggioranza politica e coesa”

Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato democristiano

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28/luglio/2016 - h. 13.10

 

“Il Paese ha bisogno di un governo legittimato e stabile... Altro che governo
di emergenza nazionale!”. Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato democristiano, uomo di punta nel nuovo corso di Via delle Scalette, chiude immediatamente ad Alleanza Popolare e conferma, nei fatti, che nelle prossime consultazioni elettorali il Pdcs sarà cardine di una coalizione certamente alternativa ad Alleanza Popolare. Se la posizione ufficiale del partito di maggioranza relativa uscirà dalla direzione convocata ieri sera il divorzio definitivo con gli ex alleati di Ap appariva già nel pomeriggio cosa scontata.
Segretario Lonfernini, secondo lei quali sono le motivazioni che hanno indotto
Ap ad aprire la crisi?
“Faccio davvero fatica a comprendere le motivazioni reali... Non le nascondo che sono alquanto deluso sia dalla decisione che dalle modalità con cui Ap
ha aperto questa crisi politica in un momento davvero delicato per il Paese
che è costretto impotente ad assistere ad uno spettacolo spiacevole...”.
Che farà ora il Pdcs?
“Questa sera in Direzione (ieri sera; ndr) approfondiremo la questione, ma
posso fin da ora confermare che non siamo rassegnati ad accettare passivamente le pretestuose prese di posizione di chi ha scelto di sfuggire alle responsabilità che si era assunto di fronte a tutto il Paese”.
Si riferisce ad Alleanza Popolare...
“Certo, con che responsabilità si può aprire una crisi in questo momento, quando è necessario trasformare in legge i referendum e, soprattutto, a ridosso delle scadenze di bilancio? Ora la legge di bilancio verrà scritta senza
progettualità, da un burocrate e non potrà che essere priva di prospettive
concrete di sviluppo e, al tempo stesso, lacrime e sangue per i cittadini”.
Ap ha però parlato di un governo di emergenza. Non può essere una soluzione?
“No... Secondo me, ma sono quasi certo che anche l’intera Dc sia su questa
linea, i governi di emergenza sono fallimentari. E questo lo conferma la storia. Oggi più che mai il Paese ha bisogno di un governo legittimato e stabile”.
Quindi, cosa succederà adesso?
“Qualora non si possa perseguire una mediazione, che comunque appare
difficile, credo che possiamo tutti prendere atto che inizia la campagna
elettorale... Peccato, perchè c’erano cose urgenti da fare nell’interesse generale”.
Il Pdcs riuscirà a superare unito, senza scissioni, anche questa ennesima prova?
“Può scommetterci. La Dc in questo momento è un partito fortemente compatto e unito nella determinazione che è indispensabile continuare ad
assumerci le nostre responsabilità di governo per attuare una serie di interventi e riforme che facciano uscire il Titano dalla crisi in cui è... Altri partiti, invece, hanno preferito scappare da queste responsabilità!”.
Se si voterà a novembre, come oggi tutto lascia intendere, come Dc sarete
parte o il cardine di una coalizione già definita?
“Vedremo... Vedremo se proporre il nostro progetto per San Marino, definito
nella conferenza programmatica dello scorso febbraio, da soli o in coalizione
con chi vorrà condividerne i contenuti e le priorità...”.
e.l.
“Il Paese ha bisogno di un governo legittimato e stabile... Altro che governo di emergenza nazionale!”. Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato democristiano, uomo di punta nel nuovo corso di Via delle Scalette, chiude immediatamente ad Alleanza Popolare e conferma, nei fatti, che nelle prossime consultazioni elettorali il Pdcs sarà cardine di una coalizione certamente alternativa ad Alleanza Popolare. Se la posizione ufficiale del partito di maggioranza relativa uscirà dalla direzione convocata ieri sera il divorzio definitivo con gli ex alleati di Ap appariva già nel pomeriggio cosa scontata.

 

Segretario Lonfernini, secondo lei quali sono le motivazioni che hanno indotto Ap ad aprire la crisi? “Faccio davvero fatica a comprendere le motivazioni reali... Non le nascondo che sono alquanto deluso sia dalla decisione che dalle modalità con cui Ap ha aperto questa crisi politica in un momento davvero delicato per il Paese che è costretto impotente ad assistere ad uno spettacolo spiacevole...”.

Che farà ora il Pdcs? “Questa sera in Direzione (ieri sera; ndr) approfondiremo la questione, ma posso fin da ora confermare che non siamo rassegnati ad accettare passivamente le pretestuose prese di posizione di chi ha scelto di sfuggire alle responsabilità che si era assunto di fronte a tutto il Paese”.

Si riferisce ad Alleanza Popolare... “Certo, con che responsabilità si può aprire una crisi in questo momento, quando è necessario trasformare in legge i referendum e, soprattutto, a ridosso delle scadenze di bilancio? Ora la legge di bilancio verrà scritta senza progettualità, da un burocrate e non potrà che essere priva di prospettive concrete di sviluppo e, al tempo stesso, lacrime e sangue per i cittadini”.

Ap ha però parlato di un governo di emergenza. Non può essere una soluzione?  “No... Secondo me, ma sono quasi certo che anche l’intera Dc sia su questalinea, i governi di emergenza sono fallimentari. E questo lo conferma la storia. Oggi più che mai il Paese ha bisogno di un governo legittimato e stabile”. 

Quindi, cosa succederà adesso? “Qualora non si possa perseguire una mediazione, che comunque apparedifficile, credo che possiamo tutti prendere atto che inizia la campagna elettorale... Peccato, perchè c’erano cose urgenti da fare nell’interesse generale”.

Il Pdcs riuscirà a superare unito, senza scissioni, anche questa ennesima prova? “Può scommetterci. La Dc in questo momento è un partito fortemente compatto e unito nella determinazione che è indispensabile continuare adassumerci le nostre responsabilità di governo per attuare una serie di interventi e riforme che facciano uscire il Titano dalla crisi in cui è... Altri partiti, invece, hanno preferito scappare da queste responsabilità!”.

Se si voterà a novembre, come oggi tutto lascia intendere, come Dc sareteparte o il cardine di una coalizione già definita? “Vedremo... Vedremo se proporre il nostro progetto per San Marino, definitonella conferenza programmatica dello scorso febbraio, da soli o in coalizione con chi vorrà condividerne i contenuti e le priorità...”.

e.l.