San Marino

"Tutte le colpe sul Re del Nero che poi Re del Nero non era"

L'ex cda di Asset Banca replica ad Adesso.sm. "La banca non era una realtà fuori dal sistema"

"Tutte le colpe sul Re del Nero che poi Re del Nero non era"

Stefano Ercolani

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12/ottobre/2017 - h. 11.16

Dopo che il comitato dei correntisti di Asset Banca ha annunciato di dare mandato ad un legale per la richiesta danni derivati dal blocco dei pagamenti e la risposta ricevuta dal governo, arriva una nota dall'ex Cda, che qui di seguito pubblichiamo integralmente.
E’ stranamente veloce la risposta del governo che all’indomani della decisione del comitato dei correntisti di Asset Banca di dare mandato ad un legale per la richiesta danni derivati dal blocco dei pagamenti che si protrae ormai da oltre sei mesi, si affretta a diramare un comunicato che getta altro discredito sugli ex amministratori dell’istituto. Non ci sono, come non ci sono mai state, accuse specifiche o comprovate dai fatti ma al solito si parte da lontano e si scaricano tutte le colpe sul Re del Nero che poi Re del Nero non era, già capro espiatorio della crisi del 2008. 
E’ dunque incredibile, a parere del governo, che i correntisti Asset non se la siano presa con lui piuttosto che prendersela con i commissari che a dir loro nulla c’entrano con l’attuale situazione di Asset Banca. La fiducia dei correntisti sarebbe stata dunque mal riposta e per questo starebbero pagando il grave prezzo di non aver indietro i propri soldi. Peccato che Asset Banca non fosse una realtà fuori dal sistema o dal radar di Banca Centrale che era tenuta a controllare che l’istituto fosse in salute, come effettivamente era e soprattutto che agisse nel pieno rispetto delle normative, come ha sempre fatto. 
Bene hanno fatto dunque i correntisti a riporre la propria fiducia negli ex amministratori di Asset Banca che anziché scappare all’estero ci stanno ancora mettendo la faccia dichiarandosi disponibili a dare una mano sedendosi ad un tavolo tecnico per trovare una soluzione. Che non è vero che la Banca non era liquida prima del commissariamento lo ha confermato il Tribunale dichiarandolo illegittimo e lo hanno ribadito i primi commissari rinunciando al loro incarico perché per come erano state gestite le cose stava uscendo tutta la liquidità. Cose queste che sono state ribadite durante gli incontri pubblici dove Stefano Ercolani, l’ex Presidente di Asset Banca, ha ritenuto doveroso parlare nella massima trasparenza ai correntisti. 
A quegli incontri, pur pubblici e pur pubblicizzati, nessuno del governo ha mai partecipato, forse perché non c’è tra quei politici nessuno che tecnicamente sia in grado di parlare di finanza. Il che è grave non soltanto per Asset ma per l’intero sistema finanziario. L’unica cosa che interessa ora, la più prioritaria, è la restituzione dei soldi ai correntisti. Se c’è la certezza che la cosa si possa fare trasferendo i conti in Cassa di Risparmio, si proceda con rapidità. La stessa con cui si risponde, a parole, quando si tocca con mano che continuando di questo passo la gente non resterà più ferma ad aspettare. Il dubbio è però che se si sono lasciati passare tutti questi mesi è perché non c’è una soluzione a portata di mano. Non è mettendo paura alle persone o creando il solito clima di paura che si fermerà la loro lecita protesta.
L'ex Cda di Asset Banca (e non Asset Bank: quelli di Adesso.sm non sanno neppure come si chiama la banca della quale parlano, il che vale più di mille parole...)
Dopo che il comitato dei correntisti di Asset Banca ha annunciato di dare mandato ad un legale per la richiesta danni derivati dal blocco dei pagamenti e la risposta ricevuta dal governo, arriva una nota dall'ex Cda, che qui di seguito pubblichiamo integralmente.

E’ stranamente veloce la risposta del governo che all’indomani della decisione del comitato dei correntisti di Asset Banca di dare mandato ad un legale per la richiesta danni derivati dal blocco dei pagamenti che si protrae ormai da oltre sei mesi, si affretta a diramare un comunicato che getta altro discredito sugli ex amministratori dell’istituto. Non ci sono, come non ci sono mai state, accuse specifiche o comprovate dai fatti ma al solito si parte da lontano e si scaricano tutte le colpe sul Re del Nero che poi Re del Nero non era, già capro espiatorio della crisi del 2008. 

E’ dunque incredibile, a parere del governo, che i correntisti Asset non se la siano presa con lui piuttosto che prendersela con i commissari che a dir loro nulla c’entrano con l’attuale situazione di Asset Banca. La fiducia dei correntisti sarebbe stata dunque mal riposta e per questo starebbero pagando il grave prezzo di non aver indietro i propri soldi. Peccato che Asset Banca non fosse una realtà fuori dal sistema o dal radar di Banca Centrale che era tenuta a controllare che l’istituto fosse in salute, come effettivamente era e soprattutto che agisse nel pieno rispetto delle normative, come ha sempre fatto. 

Bene hanno fatto dunque i correntisti a riporre la propria fiducia negli ex amministratori di Asset Banca che anziché scappare all’estero ci stanno ancora mettendo la faccia dichiarandosi disponibili a dare una mano sedendosi ad un tavolo tecnico per trovare una soluzione. Che non è vero che la Banca non era liquida prima del commissariamento lo ha confermato il Tribunale dichiarandolo illegittimo e lo hanno ribadito i primi commissari rinunciando al loro incarico perché per come erano state gestite le cose stava uscendo tutta la liquidità. Cose queste che sono state ribadite durante gli incontri pubblici dove Stefano Ercolani, l’ex Presidente di Asset Banca, ha ritenuto doveroso parlare nella massima trasparenza ai correntisti. 

A quegli incontri, pur pubblici e pur pubblicizzati, nessuno del governo ha mai partecipato, forse perché non c’è tra quei politici nessuno che tecnicamente sia in grado di parlare di finanza. Il che è grave non soltanto per Asset ma per l’intero sistema finanziario. L’unica cosa che interessa ora, la più prioritaria, è la restituzione dei soldi ai correntisti. Se c’è la certezza che la cosa si possa fare trasferendo i conti in Cassa di Risparmio, si proceda con rapidità. La stessa con cui si risponde, a parole, quando si tocca con mano che continuando di questo passo la gente non resterà più ferma ad aspettare. Il dubbio è però che se si sono lasciati passare tutti questi mesi è perché non c’è una soluzione a portata di mano. Non è mettendo paura alle persone o creando il solito clima di paura che si fermerà la loro lecita protesta.

L'ex Cda di Asset Banca (e non Asset Bank: quelli di Adesso.sm non sanno neppure come si chiama la banca della quale parlano, il che vale più di mille parole...)