L'addio a Massimo Ercolani

In centinaia ai funerali del pilota, campione nei rally e nell?imprenditoria: "Un esempio"

L'addio a Massimo Ercolani
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23/agosto/2009 - h. 14.42

SAN MARINO - Quando se ne va un campione assoluto, "il più grande pilota della storia della Repubblica", c?è sempre un velo di tristezza che avvolge tutto quanto, come se la realtà delle cose debba essere in qualche modo camuffata, resa incredibile a confronto con le immagini delle vittorie sulle piste del rally, i sorrisi di quel Massimo Ercolani che con il suo talento "aveva fatto sognare tutti noi appassionati". Ma quando assieme al grande campione si ricorda anche il grande uomo, capace di realizzare "i sogni suoi e dei suoi genitori", di regalare emozioni sempiterne a chi lo aveva conosciuto, di offrirsi generosamente agli altri, ecco, in quel momento si realizza che non è solo tristezza quella che permea tutto ciò che ti circonda: è rammarico. Il rammarico per non aver potuto fare qualcosa di più con "quell?Ercolani che corre e vince sia nel rally che nella vita", di non averlo conosciuto meglio e aver respirato di più e più a fondo l?allegria che emanava con quel sorriso contagioso "che vogliamo ricordare per sempre così: stupendo". Un uomo, prima ancora che campione, Massimo Ercolani, "che metteva la famiglia prima di ogni cosa", lo hanno ricordato ieri dall?altare della chiesa di Sant?Andrea di Serravalle, gremita di gente. Centinaia le persone che si sono arrampicate sul Titano da vicino e lontano: da Rimini, Portoverde, Bolgona, Milano... Moltissimi quelli che la chiesa non è riuscita a contenere ieri pomeriggio, ma che in strada erano lì, attoniti testimoni di una cosa incredibile: "Massimo ci ha lasciati, non è possibile", continua a ripetersi un giovane pilota, occhi gonfi, mentre guarda sconsolato la fotografia di "Canetta" quando correva, pubblicata ieri sulla Voce. In centinaia l?hanno applaudito al termine della funzione religiosa, come lo applaudivano quando vinceva sulle piste, e poi tutti stretti, vicini, uniti nel cordoglio, a formare un lungo corteo fino al cimitero, per l?ultimo saluto. "Grazie Massimo", si è alzata una voce dall?altare, "grazie per averci insegnato a sognare quando correvi verso le tue vittorie. Grazie per esserci stato di esempio con la tua grinta e la tua immensa forza di volontà. Grazie per quello che hai fatto per tutti noi, come campione e come uomo e anche come imprenditore: nella vita, come nello sport non sei mai sceso a compromessi, hai dimostrato di potercela fare anche senza facili scappatoie... in un momento come questo, dove la nostra piccola Repubblica è attaccata da un nemico ingiusto, il tuo esempio ci sarà utile, ne faremo tesoro, questa piccola Repubblica dovrebbe ringraziarti, dovrebbe incoronarti tra le persone migliori tra tutti i suoi figli. Grazie Massimo". <+firma in coda>Daniele Bartolucci