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Ora i gay possono convivere sul Titano

Cade un tabù vecchio come la Repubblica: approvata l'istanza delle associazioni omosex

Gay: possibilità di convivenza a San Marino
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23/giugno/2012 - h. 16.31

SAN MARINO - San Marino abbatte un muro ideologico vecchio quanto la storia della sua Repubblica: da ieri i cittadini sammarinesi omosessuali hanno lo stesso diritto a convivere degli etero. E’ stata infatti approvata con 33 voti favorevoli e 20 contrari l’istanza d’arengo che proponeva l’estensione della possibilità di convivenza senza discriminazione. Il promotore dell’istanza Michele Pazzini, segretario dell’associazione Lgbt-San Marino, e tutti i firmatari, esultano alla notizia: “Un ottimista e rassicurante passo in avanti, doveroso per uno Stato dell’occidente europeo”, spiega Pazzini, “perché l’articolo 15 della legge 118/2010 genera discriminazione. Essendoci il vincolo del more uxorio, vengono negati non solo il diritto, ma anche la preliminare possibilità di effettuare regolare richiesta di permesso di soggiorno a una coppia formata da componenti dello stesso sesso che intende convivere”.

Ad esempio, se “due donne, l’una sammarinese e l’altra no, vogliono risiedere insieme, si rivolgono all’Ufficio Stranieri per presentare apposita domanda ma alla fine si vedono negare questo basilare diritto. La motivazione? Non sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge, ovvero non sono una “coppia more uxorio”; la stessa cosa accade a due uomini”. In pratica “quest’articolo di legge da luogo a una doppia discriminazione, basata sull’orientamento sessuale e sulla nazionalità”. E ora? Premesso che “non accadrà nessun cataclisma morale o sociale”, spiega Pazzini, “il governo dovrà apportare, nei prossimi mesi, le dovute modifiche all’articolo in questione al fine di arrivare all’equiparazione del trattamento e, senza discriminazione alcuna, si potrà fare richiesta di permesso per convivenza, senza vivere sulla propria pelle l’angosciante sensazione del “sono un cittadino di serie B”, dell’emarginazione, dell’esclusione”.

Nessun “cataclisma”, ma di certo non tutti all’interno del Consiglio la pensano così, tanto è vero che in 20 hanno votato contro, probabilmente in seno al Pdcs, l’unico partito il cui capogruppo, Luigi Mazza, ha messo in discussione l’Istanza d’Arengo: “Pone un problema che più che giuridico è sociale. Sono molte le implicazioni che richiedono un’ampia analisi. Certo, nei rapporti tra persone dello stesso sesso ci sono diritti che vanno garantiti, ma come partito non possiamo esprimerci a favore. Lasciamo dunque libertà di voto ai singoli consiglieri”. Stessa cosa ha fatto il Segretario agli Affari esteri, Antonella Mularoni: “Ci si rimette alla volontà dei gruppi consiliari”. Si sono pronunciati a favore, invece, il partito dei Socialisti e dei democratici, Alleanza Popolare, il partito dei Socialisti riformisti sammarinesi, i Moderati e Sinistra unita, la cui esponente, Francesca Michelotti, ha minimizzato le riserve sui permessi fittizi: “La resistenza è dovuta al timore di fenomeni demografici, lo ritengo impossibile che si favorisca un finto outing con lo scopo di avere un permesso di soggiorno”.