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L'Alba scopre un nuovo Allevi

L'artista farà tappa a Ravenna con Sunrise Tour. Sul palco il violinista Reiko Watanabe

L'Alba scopre un nuovo Allevi
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18/aprile/2013 - h. 18.04

RIMINI - Compositore, pianista e direttore d’orchestra. Giovanni Allevi si fa in tre per il tour Sunrise, che toccherà la Romagna sabato prossimo, unica data in regione. Alle 21 in punto l’artista salirà sul palcoscenico del Pala De André insieme alla famosa violinista nipponica Reiko Watanabe e all’Orchestra Sinfonica Italiana (info: 0544 421211). La serata è patrocinata dal Consolato Generale del Giappone, così come la data prevista il giorno seguente a Milano. Un periodo denso di successi per il pianista, i sold out piovono a raffica e il pubblico rinnova il suo affetto sera dopo sera. Il concerto, riprendendo la linea musicale e ideologica del nuovo album Sunrise, è diviso in due sezioni: in una prima parte Allevi dirigerà Reiko Watanabe e l’Orchestra Sinfonica nell’esecuzione de La Danza della Strega, Concerto per violino e orchestra in fa minore; deposta la bacchetta, il maestro si lascerà conquistare dal pianoforte e presenterà agli spettatori Fantasia concertante per pianoforte e orchestra. Nonostante i mille impegni l’artista ascolano, classe 1969, trova il tempo per raccontare un pezzetto del suo mondo, che accoglie anche una presenza ‘nostrana’. 

"Ho la fortuna di avere nel mio staff una romagnola, che anche nei momenti di difficoltà non abbandona mai la gioia di vivere». La serenità creativa Allevi l’ha invece ritrovata proprio con il disco Sunrise, progetto sinfonico nato dopo un periodo che lui ha definito di blocco creativo in seguito a giudizi negativi ricevuti. Non a caso l’ha proprio intitolato Sunrise, alba, l’ispirazione giunge durante un viaggio in Giappone, Paese dove tornerà dal 2 giugno con il Piano Solo Japan Tour.

Ha imparato a vivere diversamente le critiche? 
"Sì. Ci ho messo un po’ per capire che anche le critiche feroci e distruttive sono una manifestazione di Amore. I miei detrattori seguono con passione tutto ciò che faccio, si indignano, organizzano petizioni, analizzano ogni mia affermazione. In altre parole, mi amano!". 

Cosa la entusiasma di più nel ruolo di direttore d’orchestra? 
"C’è un momento stupendo durante l’esecuzione: non c’è più il direttore o l’orchestra, ma una realtà sola, unica, che ondeggia. Il mio gesto è ispirato dai musicisti e viceversa".

I suoi fan sono stati coinvolti a pubblicare su Instagram e Twitter foto su come vivono la sua musica, qual è stata la risposta e cosa l’ha colpita maggiormente? 
"La foto di un mio affettuoso abbraccio ad una fan, dopo il concerto. Significa molto per me: essere vicino alle persone, creare un collegamento tra le forme classiche con le emozioni dell’ascoltatore, riprendere quel filo rosso portato avanti fino a Verdi e Puccini, poi bruscamente interrotto dalla dodecafonia". 

Il suo rapporto con i social network? 
"E’ intenso. Il social network è l’esplosione della democrazia delle idee". 

Il suo musicista di riferimento? 
"Sono quei giovanissimi che oggi muovono i primi passi nella Composizione, che mi scrivono delle mail magari di nascosto dal loro insegnante di conservatorio. Sono animati da una grande spinta ideale e continuamente mi riportano al vero senso dell’essere musicisti". 

Sta lavorando a un quarto libro o a un nuovo album? 
"Sto diventando matto. Il mondo musicale va verso la canzone pop, del talent show. Io invece sono letteralmente investito, soprattutto di notte, da sinfonie, contrappunti e fughe, cantate sacre per coro e orchestra: quanto di più controcorrente ci sia. Se finisco in un ospedale psichiatrico venitemi a trovare, e portatemi dei dolci". 

Lina Colasanto