Sport

Quelle mani di fata, Angeli custodi dei campioni

Lo storico massaggiatore del calcio e del basket riminese sfoglia l’allbum dei ricordi di trentun anni di ‘lettino’: Baggio, Ravanelli, Danilovic, Rigadeau...

Quelle mani di fata, Angeli custodi dei campioni
| Altro
N. Commenti 0

06/settembre/2013 - h. 19.32

RIMINI - Potrebbe raccontare così tanti aneddoti e così tante curiosità da scrivere un libro. E probabilmente un giorno lo farà. Adriano Angeli massaggiatore sportivo di professione, durante questi 31 anni di carriera, ha ‘trattato’ e curato alcuni dei più grandi sportivi a livello nazionale ed europeo: dai calciatori Carrera, Ravanelli, Fortunato, Dino e Roberto Baggio; ai cestisti Myers, Sconocchini, Abbio, Nesterovic, Rigaudeau, Danilovic, Jaric e Ginobili (solo per citarne alcuni). Per noi parlare poi dei personaggi dello spattacolo passati almeno una volta nel suo studio: Pippo Franco, Adriano Celentano, Milly Carlucci, Giorgio Gaber. Oltre ovviamente ai suoi numerosissimi pazienti, gente comune, come noi, che Adriano ha continuato a curare con la stessa professionalità, dedizione e meticolosità di sempre. Perché, come ama ripetere, “per me non c’è alcuna differenza tra una persona comune e uno sportivo famoso: penso solo a fare del mio meglio per cercare di guarirlo”. Per il massaggiatore dalle ‘mani magiche’, questo, più che essere un mestiere, è diventato una passione, quasi una missione: “La soddisfazione che provo, sapendo di essere riuscito a guarire qualcuno, è indescrivibile: è un misto tra emozione e godimento, difficile da spiegare. Sarà per questo che, nonostante i miei 65 anni, spero di continuare a farlo per tanto tempo ancora”.

GLI INIZI
“Entrai in ospedale nel ‘70 come infermiere e a tempo perso inizia ad occuparmi, come massaggiatore, del settore giovanile della Rimini Calcio prima e del Basket Rimini in seguito - racconta Angeli - . A fine anni ‘70 primi anni ‘80, decisi di prendere parte ad un corso triennale per diventare a tutti gli effetti massagiatore sportivo, figura professionale all’epoca ricercatissima. Corso che si teneva a Rimini, ma che era coordinato dall’ospedale Malpighi di Bologna. Dopo aver ottenuto il diploma di massiofisioterapista, nell’83 abbandonai la struttura ospedaliera per mettermi in proprio”.

IL PRIMO ‘MAESTRO’ E’ grazie al coach del Basket Rimini (stagione ‘79-’80), Arnaldo Taurisano, che Adriano Angeli conobbe Terenzio Galleani, all’epoca massaggiatore di Cantù. “Arnaldo mi parlava spesso di questo massaggiatore dai metodi innovativi nel trattamento delle comuni distorsioni. E in effetti - spiega Angeli - in quegli anni c’era l’abitudine di trattare delle banali ‘scavigliate’ ingessando l’arto, o in alcuni casi addirittura optando per l’intervento chirurgico. Così, due volte a settimana, mi recavo in Brianza da Galleani per carpirne i segreti e imparare le innovative tecniche di mobilizzazione e manipolazione dell’arto”.
Il resto l’ha fatto l’esperienza, la pratica e la bravura di Adriano.

PENNA BIANCA E IL DIVIN CODINO
La ‘fama’ di Angeli travalicò in breve le mura cittadine e dall’ombra dell’Arco d’Augusto si allungo alle varie latitudini e longitudini del Belpaese. Al punto che sotto le sue mani sono passati anche tanti campioni che hanno scritto la storia tricolore della sfera di cuoio e della palla a spicchi. Qualche esempo? Detto fatto. “Erano diventati miei pazienti, già da diverso tempo, alcuni calciatori della Juve, tra cui Ravanelli, Carrera e Dino Baggio. Ogni tanto venivano nel mio studio per dei messaggi, altre volte, invece, andavo io da loro, direttamente nell’albergo in cui erano in ritiro. Ricordo che nel ‘95, prima di un Reggiana-Juventus di campionato, mi chiamò Ravanelli per un massaggio e in quell’occasione conobbi e ‘trattai’ anche Roberto Baggio: lo tormentava una dolorosa lombosciatalgia, così  lo manipolai utilizzando le mie tecniche. Non so dirle se fu esclusivamente merito mio, fatto sta che in quella partita Baggio giocò 90 minuti e siglò una doppietta che consentì ai bianconeri di vincere 2-1” riavvolge a ritroso il nastro dei ricordi.

IL MIO AMICO SASHA
Per Angeli, il capitolo basket è stato un periodo della sua vita altrettanto ricco di soddisfazioni. Ha collaborato con numerose società, tra cui Rimini, Feanza e Bologna (sponda Virtus). E proprio alla Virtus di Ettore Messina risale uno dei ricordi al quale il massaggiatore riminese è più legato: “Era una domenica e, terminata la sfida Scavolini-Virtus, ricevo la telefonata dell’allora presidente bolognese Cazzola; Danilovic si era procurato una bruttissima distorsione e mi chiese se avesse potuto portarlo nel mio studio per un consulto. Quando il campione serbo arrivò, aveva una caviglia gonfia come un melone. Il problema era che il giovedì seguente avrebbe dovuto disputare una importantissima sfida di Eurolega contro Barcellona. Così, gli manipolai la caviglia nel tentativo di sgonfiarla con della chiara d’uovo e della ricotta. Risultato: scese in campo regolarmente e trascinò la squadra alla vittoria segnado 30 punti. Con Sasha  si è instaurata una bella amicizia e ogni tanto, ancora oggi, ci sentiamo”.

Ma i veri ‘miracoli’, Adriano
li compie tutti i giorni. La prova? Una festa a sorpresa organizzata circa un mese e mezzo fa dalla sua amica, ancor prima che segretaria, Monia, alla quale hanno partecipato oltre un centinaio di suoi pazienti. Una vera testimonianza d’affetto nei confronti del massaggiatore dalle ‘mani magiche’.

Lamberto Abbati