Il lutto

Addio ad Italo Castellani, amato da tutto il calcio romagnolo

Nato a Riccione, fu capitano del Cesena. Da dirigente ha gestito la difficile fase della fine dell'era Corvetta

Addio ad Italo Castellani, amato da tutto il calcio romagnolo

Italo Castellani ai tempi del Ravenna Calcio

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23/dicembre/2013 - h. 16.32

RICCIONE - E' stato trovato morto nella sua abitazione Italo Castellani, dirigente sportivo di lungo corso. Un lutto nel mondo del calcio: come direttore sportivo lasciò un bel ricordo in tutte le società in cui aveva operato. Castellani, che era vedovo, viveva da solo: aveva 75 anni e la morte è dovuta probabilmente ad un attacco cardiaco. Dopo una lunga pausa nel 2012 fu tra le persone che si impegnò in prima persona per salvare la squadra della sua città, in questi giorni nella bufera ma ai tempi ancora speranzosa per il futuro. Un altro passaggio difficile della carriera del ds fu quello di traghettatore, a fine anni Novanta, del Ravenna Calcio. Fu lui a gestire la fine della gloriosa era Corvetta, nel 1999. Un difficilissimo momento della travagliata storia calcistica giallorossa. Castellani era rimasto comunque nel cuore dei tifosi. Quando qualche mese fa il Ravenna aveva festeggiato il centenario, il ds aveva ritirato con gioia la targa celebrativa.

I ricordi migliori dal punto di vista sportivo per Castellani sono quelli legati all'Ancona: lo portò in B ne 1988 e in A nel 1992.  E oggi dal patron dorico Andrea Marinelli arriva un affettuoso commiato affidato alla stampa locale: "Da tifoso lo vedevo come un mito, uno che non sbagliava un colpo, un saggio e una persona onesta. Abbiamo perso un grande amico. Vinceremo il campionato anche per lui".

Ma Castellani fu anche calciatore. Stopper, a venticinque anni, nel 1963, era capitano del Cesena anche se l'apice della carriera fu la serie B disputata nel Pisa. Da dirigente ha lavorato anche a Napoli, Empoli e Padova. Intervistato dalla Voce, nel 2011 definiva la cessione di Mauro Bertarelli il suo colpo migliore: “Dall’Ancona alla Juventus per 7 miliardi di lire. Negli anni di Empoli, la cessione di Birindelli sempre ai bianconeri”. Un rimpianto? Non avere mai lavorato nel Cesena da dirigente: “Mi sarebbe piaciuto, per il suo modello societario. Ho sempre avuto buoni rapporti con le dirigenza, penso a Cera e Valentini, però non si è mai concretizzato nulla". Sempre in quell'intervista definiva Eraldo Pecci il miglior giocatore romagnolo e spiegava il segreto dei mister romagnoli: “Gli allenatori romagnoli, più di tutti gli altri, hanno il carattere. Sono decisionisti, non accettano il compromesso e non ammettono interferenze". Con una punta di amarezza per il mondo del pallone locale degli ultimi anni: “A parte il Cesena, non all'altezza della vera Romagna".