Faenza

Muscoli e forza di volontà: vince Francesconi

Il body builder 41enne è arrivato sesto ai Mondiali, un grande traguardo dopo aver rischiato di abbandonare per una lesione al midollo spinale

Muscoli e forza di volontà: vince Francesconi

Il faentino Mirko Francesconi, classificatosi sesto ai Mondiali di body building di Catania

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06/luglio/2015 - h. 13.25

FAENZA - Quando i muscoli non sono tutto. C’è tanta forza di volontà e voglia di non arrendersi dietro al sesto posto conquistato dal faentino 41enne Mirko Francesconi ai campionati Mondiali di body building tenutisi il 13 e il 14 giugno a Catania, dove, in un lotto di ben 16 nazioni, si è laureato miglior azzurro. 

Certo, le ore di palestra e i tanti sacrifici sono fondamentali per scolpire il fisico in maniera perfetta, ma non bisogna dimenticare cosa accadde al romagnolo qualche anno fa, quando una lesione al midollo spinale dovuta ad un incidente avvenuto fuori dalla palestra, gli paralizzò quasi il braccio sinistro, costringendolo ad abbandonare per sempre la sua passione. 

Francesconi non ha mollato e ora può vantarsi di aver ottenuto il prestigioso riconoscimento con ancora maggiore soddisfazione. “Sono stato fermo sei anni per quell’infortunio - spiega Francesconi, convocato in pianta stabile anche nella nazionale -. I medici mi consigliavano di operarmi, ma io non ho voluto ricorrere ad osteopati e a chiropratici per rimettermi in sesto, lavorando anche in maniera autonoma visti gli studi che ho fatto". 

"Alla fine ho vinto la mia battaglia e sono riuscito a portare nuovamente avanti questa mia grande passione che coltivo da venticinque anni, quando da 15enne ero attratto da miti come Arnold Schwarzenegger o Sylvester Stallone, volendo diventare come loro”. Un amore per il corpo e la palestra che non ha età e che gli ha permesso di mettere in riga anche concorrenti ben più giovani. 

“Sono ormai un vecchietto - sorride -, ma non me la sento ancora di gareggiare negli over 40, preferendo avere come avversari ragazzi di 20 e 30 anni. A Catania sono andato molto bene, perchè sono arrivato tra i sei finalisti nella categoria del Classic Bodybuilding, ma non è stato semplice, perchè il corpo dei giovani si prepara in minor tempo rispetto al mio e hanno un diverso tono muscolare. A me però piace mettermi in gioco e penso solo a dare il massimo”. 

I risultati ripagano dei sacrifici, anche se non è semplice prepararsi a questi eventi. “Per prima cosa bisogna lavorare molto per creare la massa muscolare, cercando poi di definirla eliminando il più possibile quella grassa: per riuscirci occorre una alimentazione molto limitata e tanta palestra. Nei 4/5 mesi che precedono le gare mi sveglio la mattina alle 5 e faccio 40 minuti di cardiofitness, poi vado in palestra per un’ora e mezza lavorando in maniera specifica su alcuni muscoli. 

Qualsiasi cosa ricordi vagamente il sapore dolce non posso mangiarla, ma soltanto petto di pollo, pesce bianco e albume oltre ad avena e riso in piccole quantità. Alla gara si arriva con circa il 3,5% di massa grassa, la soglia minima per la sopravvivenza”. Oltre alla parte fisica c’è anche quella coreografica, perchè durante ogni partecipante, deve preparare anche un vero e proprio spettacolo scegliendo la musica adatta e gli esercizi. 

“I giudici in una competizione chiedono pose obbligatorie e di routine libera. Alle mie esibizioni aggiungo di solito esercizi di karate avendo praticato quella disciplina, mentre alcuni addirittura si mascherano”. 
Luca Del Favero