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Lotito in Sinagoga: "Ci dissociamo da ogni forma di razzismo"

Il patron della Lazio dopo la scoperta degli adesivi con Anna Frank con la maglia della Roma

Lotito in Sinagoga: "Ci dissociamo da ogni forma di razzismo"
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24/ottobre/2017 - h. 13.42

All'indomani della scoperta delle autorità delle immagini e gli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma, portate allo stadio Olimpico durante la partita dei biancocelesti contro il Cagliari, Claudio Lotito si è recato, insieme a una delegazione della squadra di calcio, alla Sinagoga di Roma, per rendere omaggio con una corona di fiori alla comunità ebraica. "Siamo qui per ribadire la nostra posizioni di dissociazione contro posizioni di antisemitismo e razzismo", ha detto Lotito. Che ha annunciato: "La SS Lazio promuoverà una iniziativa annuale per portare 200 giovani tifosi in visita a Auschwitz. La maggioranza della nostra tifoseria è con noi contro ogni antisemitismo - ha aggiunto il presidente - Vogliamo fare chiarezza perché non si gioca su fatti su cui non si può giocare e non devono esserci sfottò".
Sul caso è scoppiata la polemica. L'immagine di Anna Frank con la maglia della Roma e scritte antisemite di ogni tipo come "romanista ebreo" hanno spinto la Figc ad aprire una indagine. Immediata la protesta della comunità ebraica romana.
Durante la visita in Sinagoga di Lotito, accompagnato dai due giocatori Wallace e Felipe Anderson, non era presente una delegazione della comunità ebraica romana. La visita "non era stata concordata" spiegano fonti della comunità, che visto quanto accaduto con le immagini di Anna Frank, con la maglia della Roma, lanciano un messaggio: "Oltre ai gesti servirebbero iniziative concrete da tutti i club".
Si dissociano anche le istituzioni. A partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Il volto e le pagine del diario di Anna Frank, la sua storia di sofferenza e di morte a opera della barbarie nazista, hanno commosso il mondo. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro Paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo". Mattarella ne ha parlato con il ministro dell'Interno, Marco Minniti, che secondo quanto riporta il comunicato del Quirinale, "ha assicurato grande impegno per individuare i responsabili di un comportamento così ignobile affinché vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi".
All'indomani della scoperta delle autorità delle immagini e gli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma, portate allo stadio Olimpico durante la partita dei biancocelesti contro il Cagliari, Claudio Lotito si è recato, insieme a una delegazione della squadra di calcio, alla Sinagoga di Roma, per rendere omaggio con una corona di fiori alla comunità ebraica. "Siamo qui per ribadire la nostra posizioni di dissociazione contro posizioni di antisemitismo e razzismo", ha detto Lotito. Che ha annunciato: "La SS Lazio promuoverà una iniziativa annuale per portare 200 giovani tifosi in visita a Auschwitz. La maggioranza della nostra tifoseria è con noi contro ogni antisemitismo - ha aggiunto il presidente - Vogliamo fare chiarezza perché non si gioca su fatti su cui non si può giocare e non devono esserci sfottò".

Sul caso è scoppiata la polemica. L'immagine di Anna Frank con la maglia della Roma e scritte antisemite di ogni tipo come "romanista ebreo" hanno spinto la Figc ad aprire una indagine. Immediata la protesta della comunità ebraica romana. Durante la visita in Sinagoga di Lotito, accompagnato dai due giocatori Wallace e Felipe Anderson, non era presente una delegazione della comunità ebraica romana. La visita "non era stata concordata" spiegano fonti della comunità, che visto quanto accaduto con le immagini di Anna Frank, con la maglia della Roma, lanciano un messaggio: "Oltre ai gesti servirebbero iniziative concrete da tutti i club".

Si dissociano anche le istituzioni. A partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Il volto e le pagine del diario di Anna Frank, la sua storia di sofferenza e di morte a opera della barbarie nazista, hanno commosso il mondo. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro Paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo". Mattarella ne ha parlato con il ministro dell'Interno, Marco Minniti, che secondo quanto riporta il comunicato del Quirinale, "ha assicurato grande impegno per individuare i responsabili di un comportamento così ignobile affinché vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi".