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Un anno senza Pino Daniele: l'omaggio al cantautore (video)

Oggi Rai 2 ricorderà il cantautore con 'Pino Daniele: tu dimmi quando', il racconto televisivo firmato da Giorgio Verdelli

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04/gennaio/2016 - h. 13.29

E' passato un anno dalla scomparsa di Pino Daniele, cantautore e chitarrista italiano che più di tutti ha saputo fondere l'innovazione musicale con l'identità e l'originalità di una Napoli, la sua, capace di far ballare e commuovere le folle, dai palcoscenici italiani ai teatri parigini e festival cubani. Sono infinite le serate, i concerti, i gruppi sui social, gli enti no profit e le associazioni fiorite all'indomani del decesso, avvenuto il 4 gennaio 2015.

Quella ufficiale, nata per volontà della famiglia, è la 'Fondazione Pino Daniele trust onuls', promotrice di iniziative culturali, sociali e musicali. C'è chi si è inventato tour turistici ispirati ai luoghi del capoluogo campano frequentati da Pino Daniele: tappa obbligata al civico 32 di via Santa Maria la Nova dove visse e al bar Battelli dove iniziò a suonare. E l'enciclopedia Treccani, all'indomani della morte, dedica una voce all'artista: "Dall'esordio nel 1976 si è affermato mescolando nei testi l'italiano, l'inglese e il dialetto napoletano - si legge - di cui ha mostrato l'affinità con le metriche delle melodie afroamericane, e nella musica la solarità mediterranea con l'espressionismo del blues". Oggi Rai 2 ricorderà il cantautore con 'Pino Daniele: tu dimmi quando', il racconto televisivo firmato da Giorgio Verdelli, proiezione di filmati inediti e la narrazione dell'esordio discografico attraverso la voce dei suoi amici di palco.

In oltre quarant'anni di carriera, Pino Daniele ha collaborato con artisti di pregio, nazionali e internazionali, tra cui Franco Battiato, Lucio Dalla, Zucchero, Eric Clapton e Pat Metheny, non tralasciando però mai le etichette discografiche indipendenti, tra cui i compaesani 99 Posse. Il primo singolo, 'Ca Calore', lo incide nel 1976, e nel 1977 esce il suo primo album registrato in studio, 'Terra mia'. Nei due anni successivi, testi e note di 'Napule è' e 'Je so' pazzo' lo consacrano al grande pubblico, facendolo emergere in una Napoli che, affacciandosi agli anni '80, lo rende protagonista di un grande rinnovamento musicale. Amico fraterno Massimo Troisi, i due collaborano in più occasioni. 'Ricomincio da tre' e 'Le vie del Signore sono finite', rispettivamente del 1981 e del 1987, sono i testi composti dal cantautore partenopeo per l'attore.

Negli anni '90 Pino Daniele è costretto ad annullare alcune tappe dei suoi tour per motivi di salute. Il raggiuggimento del successo nello scenario della musica commerciale italiana arriva con gli album 'Non calpestare i fiori nel deserto', che lo apre al pop segnando un allontanamento dalle sonorità funky e dal dialetto napoletano, pur non abbandonando mai le sue radici partenopee, anzi considerandole come ricchezza da cui attingere; e 'Dimmi cosa succede sulla terra'. Con questi due album, rispettivamente del 1995, con più di 800mila copie vendute, e del 1997, si contamina di influenze orientali e si consolida tra i big del blues internazionale.

Il 4 gennaio 2015, a poco più di 2 mesi dal suo sessantesimo compleanno, un infarto stronca vita e carriera di Daniele, che da tempo soffriva di problemi cardiaci. L'artista si trovava nella sua casa a Orbetello, in Toscana. Vani i tentativi di rianimazione, appena raggiunto l'ospedale Sant'Eugenio di Roma: alle 22.45 i medici confermano la morte. L'indomani 100mila persone si riuniscono in piazza del Plebiscito a Napoli: un flash mob per salutare Pino Daniele, cantando tutti insieme 'Napule è'. Quel giorno, l'intera città campana, in cui Pino Daniele è nato, nel quartiere Porto, il 19 marzo 1955, ha cantato e pianto il cantautore scomparso. Le sue ceneri si trovano ora nella cappellina a lui dedicata nel cimitero di Magliano in Toscana, volontà espressa dal re del blues mentre era in vita.