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Le agitazioni sulle unioni civili nel Pd (video)

Lo scontro è sulle adozioni. Il sito Gay.it ha deciso di pubblicare la lista di tutti i 'malpancisti'

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15/gennaio/2016 - h. 01.22

I cattolici del Pd fanno tremare il disegno di legge sulle unioni civili. Non bastavano le beghe con gli alleati della maggioranza, oggi alcuni senatori e deputati Dem, quelli appartenenti all'ala appunto cattolica, gli uni con un emendamento gli altri con un documento, hanno detto no allo stepchild adoption (l'adozione del figlio del partner, ndr). In tutto si csito Gay.it ha deciso di pubblicare la lista di tutti i 'malpancisti'.

Il tontano 67 parlamentari democratici, 37 a Montecitorio e 30 a palazzo Madama, che chiedono modifiche consistenti al capitolo più discusso del ddl Cirinnà.  Intanto, il esto base della discussione è il cosiddetto “Cirinnà bis” cioè un nuovo testo presentato per aggirare l’opposizione di alcuni senatori in commissione Giustizia, dove il precedente ddl (il primo Cirinnà) era bloccato da mesi anche a causa delle resistenze dell’area cattolica del Pd. La contrarietà era stata in parte risolta dopo le modifiche al primo articolo del ddl: era stato deciso di introdurre nell’ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso “quale specifica formazione sociale” e di cancellare ogni riferimento al matrimonio.

Con una norma di modifica, i firmatari Stefano Lepri, Emma Fattorini e Rosa Maria Di Giorgi chiedono di sostituire l'affido rafforzato (riconoscere al partner tutte le funzioni genitoriali senza incentivare la maternità surrogata, ndr) alla stepchild adoption, contenuta nell'articolo 5. Secondo l'emendamento infatti l'affido rafforzato è "preferibile" perché "si riconoscono al partner non genitore tutte le funzioni genitoriali senza incentivare la maternità surrogata". E inoltre "il minore continua ad avere, dal punto di vista anagrafico, un padre e una madre e volendo potrà ricostruire la sua identità biologica". Infine, si legge nel testo depositato in Senato, che potrebbe essere modificato entro il 22 gennaio (il ddl tornerà all'esame dell'aula il 28 gennaio, ndr) "l'affidamento rafforzato previsto fino alla maggiore età, consente di intervenire più facilmente nei possibili casi di inadeguatezza genitoriale".

"No allo stralcio delle adozioni...meglio decisamente di no". Pier Luigi Bersani si schiera con il ddl Cirinà spiegando che "bisogna rispettare le sensibilità di tutti, di una parte del mondo femminile che teme l'utero in affitto, e dei cattolici", aggiunge, ma è "necessario trainare la legge sulle unioni civili in modo che vada in porto, che venga finalmente approvata dal Parlamento". Della stessa idea Gianni Cuperlo, voce della minoranza Dem, che definisce il provvedimento "una buona mediazione" per questo "resti l'intero pacchetto, comprese le adozioni". Anche Matteo Mauri, vice presidente dei deputati pd e coordinatore di 'Sinistra è Cambiamento" sottolinea: "Nel testo di legge sulle unioni civili all'esame del Senato non esiste nulla che possa incentivare l'utero in affitto. È legittimo che sul tema della stepchild ci siano opinioni diverse, ma non ha senso discutere di questo in relazione alla legge ora al Senato".