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BFF start (video)

Comincia il Bellaria Film Festival. Claudia Gerini a fare da madrina. La serata imperdibile è con l’autista di Kubrick

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19/maggio/2016 - h. 11.23

Altro che la Gerini... Con tutto il rispetto per la divina (che sarà a Bellaria il 29 maggio, domenica), l’evento del prossimo Bellaria Film Festival accade venerdì 27 maggio, ore 20,30: proiettano S is for Stanley, il film di Alex Infascelli su Emilio D’Alessandro, il tipo di Cassino che diserta il militare, scappa in Inghilterra e diventa l’autista di Stanley Kubrick per trent’anni. La storia è stata raccontata da Filippo Ulivieri in un libro, Stanley Kubrick e me, edito da il Saggiatore e immediatamente caso mediatico e medianico (toccando D’Alessandro contattiamo Stanley, il più grande regista della storia del cinema...). A Bellaria calano tutti, regista, scrittore, autista. Imperdibile. Meglio i concerti dei documentari. «Mai come quest’anno mettiamo al centro i film. Durante la premiazione, per la prima volta, per dire, sarà proiettato il film vincitore», ci dice Simone Bruscia, direttore artistico della rassegna (ma anche della stagione teatrale dell’Astra di Bellaria, ma anche del teatrino di Savignano sul Rubicone, ma anche di Riccione Teatro).

Tra i film in ballo, per la sezione “Casa Rossa Art Doc”, anche quello di una riminese, Natalie Cristiani, che ha lavorato sull’artista Nicola Costantino. Certo, a guardare il cartellone, da emeriti ignoranti, pare che più che i film abbiamo rilievo gli spin off, i concerti. All’Arena Italia si esibiscono Brunori Sas (26 maggio), Vasco Brondi e Massimo Zamboni (27 maggio), Teho Teardo (28 maggio). «Beh, il cinema guarda le arti, e per me la musica è fondamentale», chiosa Bruscia. Che fine ha fatto Roberto? In calce al festival, recensiamo il “caso” Naccari. Come scrivemmo qualche mese fa (salvo essere buonisticamente rettificati) Roberto Naccari, direttore di Santarcangelo dei Teatri, che ha diretto in duo con Bruscia il BFF nel biennio 2014-15, è stato defenestrato, non c’è più. «Ha lasciato la direzione, è impegnato con il Festival di Santarcangelo», è la scusa ufficiosa di Bruscia. Certo, era Naccari, documentarista di pregio, che certificava l’autenticità estetica dei film in concorso.

L’“effetto Riccione”. Il BFF si fa a Bellaria ma potrebbe essere trapiantato a Riccione. Molta roba, infatti, Bruscia la porta a Ballaria riciclandola dai suoi affari culturali riccionesi. Esempio: il Premio alla carriera a Jacopo Quadri, che mostra il suo film Il paese dove gli alberi volano. Eugenio Barba e i giorni dell’Odin. Jacopo Quadri (figlio di Franco e straordinario montatore) è stato l’anno scorso al Premio Riccione, dove ha presentato il medesimo film su Barba. Teho Teardo, antico tic di Bruscia, è stato al TTV Festival di Riccione nel 2012, quanto al duo BrondiZamboni «li ho fatti incontrare io, nel 2014, al Premio “Ilaria Alpi”», tra l’altro Claudia Gerini l’abbiamo vista, in tutto il suo splendore, proprio a Riccione, un mese fa, ma l’avevamo già vista nel 2013 a “Ciné”.

Insomma, per fortuna che Riccione c’è e Bellaria ne approfitta. Rosi e Sorrentino li hanno scoperti loro. Il BFF ha anticipato le mode cinematografiche. Due esempi su tutti. Nel 2002 premia Paolo Sorrentino e Toni Servillo (per L’uomo in più) ben in anticipo sugli applausi hollywoodiani; nel 2009 premia Gianfranco Rosi ben prima dei successi a Venezia e a Berlino. E adesso? «Va dato atto a Fabrizio Grosoli, nel 2006, di aver voluto focalizzare il BFF sul documentario: è stata una scelta azzeccata. Nel 1983 il BFF nasceva con una vocazione sperimentale, quando aveva senso parlare di cinema “indipendente”: oggi il cinema del reale si mescola con la fiction», dice Bruscia. Diciamo che Bruscia, da tappezziere di talento, ha rifatto l’arredamento del BFF. Ora è più cool.