Musica

Elogio della voce “bella e intelligente” (video)

Maria Antonietta. La divetta della scena musicale indipendente è bravissima

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21/settembre/2016 - h. 02.13

Una specie di elfo dai capelli rossi. Magra, un po’ folle, delicatissima e dura, come una farfalla di bronzo. Una ragazzina senza tempo, fiamminga, desunta da un quadro di Lucas Cranach il Vecchio. «Sono bella, sono anche intelligente», canta, lei, Maria Antonietta, che in realtà si chiama Letizia, in Ossa. Diamole ragione.
La parola intelligente risuona spesso nei testi delle sue canzoni. Ha una voce intelligente, è chiaro, Maria Antonietta, pesarese, classe 1987, prodotta da Brunori Sas, con un bel lotto di collaborazioni in sacca (da Afterhours a Mauro Ermanno Giovanardi). Di già, con due dischi in cesta (Maria Antonietta e Sassi), è una divetta della scena ‘indipendente’. Chitarra, grinta, voce trascendente e piena di chiodi. Parrebbe, allo sguardo del flaneur, una versione cronologicamente avanzata di Carmen Consoli. Col cavolo. Della Carmen ha la chitarra. Ma la voce è più bella. 
Più intelligente. Siamo stati al fianco, in Piazza Ganganelli a Santarcangelo, in mezzo al politburo del “Cantiere poetico”. Io mettevo didascalie poetiche alle canzoni di Maria Antonietta. Lei ha mostrato una dedizione vicina al tremore nel leggere «molte delle mie eroine», Rosselli, Nadia Campana,
Fernanda Romagnoli, Antonia Pozzi. Poi rintocca un verso di Cristina Campo, «non si può nascere ma/ si può morire/ innocenti». Intelligente e umile e selvaggia e pudica. Maria Antonietta. Brava. 
(d.b.)
Una specie di elfo dai capelli rossi. Magra, un po’ folle, delicatissima e dura, come una farfalla di bronzo. Una ragazzina senza tempo, fiamminga, desunta da un quadro di Lucas Cranach il Vecchio. «Sono bella, sono anche intelligente», canta, lei, Maria Antonietta, che in realtà si chiama Letizia, in Ossa. Diamole ragione.

La parola intelligente risuona spesso nei testi delle sue canzoni. Ha una voce intelligente, è chiaro, Maria Antonietta, pesarese, classe 1987, prodotta da Brunori Sas, con un bel lotto di collaborazioni in sacca (da Afterhours a Mauro Ermanno Giovanardi). Di già, con due dischi in cesta (Maria Antonietta e Sassi), è una divetta della scena ‘indipendente’. Chitarra, grinta, voce trascendente e piena di chiodi. Parrebbe, allo sguardo del flaneur, una versione cronologicamente avanzata di Carmen Consoli. Col cavolo. Della Carmen ha la chitarra. Ma la voce è più bella. 

Più intelligente. Siamo stati al fianco, in Piazza Ganganelli a Santarcangelo, in mezzo al politburo del “Cantiere poetico”. Io mettevo didascalie poetiche alle canzoni di Maria Antonietta. Lei ha mostrato una dedizione vicina al tremore nel leggere «molte delle mie eroine», Rosselli, Nadia Campana,Fernanda Romagnoli, Antonia Pozzi. Poi rintocca un verso di Cristina Campo, «non si può nascere ma/ si può morire/ innocenti». Intelligente e umile e selvaggia e pudica. Maria Antonietta. Brava. 

(d.b.)