Parlamento Europeo

Grillo torna euroscettico, ma tecnico (video)

Dopo il no dei liberali dell'Alde, i 5 Stelle rimangono in gruppo a Bruxelles con l'Ukip di Nagel Farage

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11/gennaio/2017 - h. 03.39

Dopo il no dei liberali dell'Alde all'adesione del M5S al loro gruppo al Parlamento europeo i pentastellati fanno dietrofront. Niente addio agli euroscettici dell'Ukip di Nagel Farage, i 5 Stelle non usciranno dall'Efdd. 
Beppe Grillo e Farage si sono sentiti per discutere le condizioni del rientro nel gruppo parlamentare europeo, dal quale non erano formalmente ancora uscito. "Sono felice di annunciare che le differenze tra il Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo e me sono state risolte in un modo amichevole - fa sapere Farage -. Dopo alcuni cambiamenti amministrativi, la prossima settimana a Strasburgo, continueremo con il nostro lavoro insieme nel Gruppo Efdd. 
La campagna Grillo per un referendum sull'adesione dell'Italia all'euro sta guadagnando slancio. Ho sempre ammirato il suo lavoro in Italia e gli auguro ogni bene. La campagna anti-establishment in Europa è in realtà appena agli inizi". Le dichiarazioni del leader di Ukip sembrano ventilare che dai liberali ed europeisti di Alde Grillo torni alle origini, contro la moneta unica.
Ma chi sbaglia paga, così il britannico avrebbe chiesto la testa di David Borrelli entro martedì prossimo e del funzionario trevigiano entro febbraio, quando non gli dovrà essere rinnovato il contratto. Altra vittima indiretta del rientro a casa EFDD è Fabio Massimo Castaldo, da due anni e mezzo candidato alla Vicepresidenza del Parlamento Ue e che oggi durante la riunione ha annunciato che non si ripresenterà alla prestigiosa carica. Anche Piernicola Pedicini, candidato del gruppo alla Presidenza del Parlamento, non si presenterà alla corsa per la poltrona che è stata di Schulz.
Comunque non cambia niente perchè si tratta di rinnovare l'accordo tecnico di fatto due anni fa, così il M5S si salva dal rischio di finire tra i non iscritti a un gruppo perdendo almeno 700 mila euro.
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Dopo il no dei liberali dell'Alde all'adesione del M5S al loro gruppo al Parlamento europeo i pentastellati fanno dietrofront. Niente addio agli euroscettici dell'Ukip di Nagel Farage, i 5 Stelle non usciranno dall'Efdd. 

Beppe Grillo e Farage si sono sentiti per discutere le condizioni del rientro nel gruppo parlamentare europeo, dal quale non erano formalmente ancora uscito. "Sono felice di annunciare che le differenze tra il Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo e me sono state risolte in un modo amichevole - fa sapere Farage -. Dopo alcuni cambiamenti amministrativi, la prossima settimana a Strasburgo, continueremo con il nostro lavoro insieme nel Gruppo Efdd. La campagna Grillo per un referendum sull'adesione dell'Italia all'euro sta guadagnando slancio. Ho sempre ammirato il suo lavoro in Italia e gli auguro ogni bene. La campagna anti-establishment in Europa è in realtà appena agli inizi". Le dichiarazioni del leader di Ukip sembrano ventilare che dai liberali ed europeisti di Alde Grillo torni alle origini, contro la moneta unica.

Ma chi sbaglia paga, così il britannico avrebbe chiesto la testa di David Borrelli entro martedì prossimo e del funzionario trevigiano entro febbraio, quando non gli dovrà essere rinnovato il contratto. Altra vittima indiretta del rientro a casa EFDD è Fabio Massimo Castaldo, da due anni e mezzo candidato alla Vicepresidenza del Parlamento Ue e che oggi durante la riunione ha annunciato che non si ripresenterà alla prestigiosa carica. Anche Piernicola Pedicini, candidato del gruppo alla Presidenza del Parlamento, non si presenterà alla corsa per la poltrona che è stata di Schulz.

Comunque non cambia niente perchè si tratta di rinnovare l'accordo tecnico di fatto due anni fa, così il M5S si salva dal rischio di finire tra i non iscritti a un gruppo perdendo almeno 700 mila euro. Sarà anche tecnico ma quanto ha detto Luigi Di Maio ieri sera a Ballarò è politico: "Credo che si debba chiedere con un referendum agli italiani se vogliono o meno restare nell'euro. Io voterei per una strategia alternativa all'euro attuale. Non voterei per restare nell'euro, voterei per un'uscita da questo euro. Si deve abbandonare questo euro e tornare alla moneta sovrana o, se c'è un accordo con altri Paesi, trovare un'altra moneta comune".